UXO VS VVAA – VERSUS​

Brand new album feat. a bunch of motherfuckers from outerspace è la frase perfetta per presentare il nuovo lavoro dell’instancabile U.X.O. eccoci quindi con “Versus” che detto terra terra altro non è che la versione remix del suo beat tape “UXO1“.

Il nostro beatmaker dai suoni cosmici chiama a raccolta una serie di amici e produttori fidati per rielaborare attraverso stili diversissimi alcuni dei brani presenti nel disco originale. Il risultato suona eterogeneo, carico di groove e allo stesso tempo molto melodico; in “Versus” si fondono con naturalezza suoni astratti e sperimentali, iniziando proprio dal brano di apertura prodotto dallo stesso U.X.O. un brano che sospeso a mezz’aria ci catapulta in un’atmosfera onirica e leggera, è così che il padrone di casa ci da il suo personalissimo benvenuto in questo fitto lavoro fatto di reinterpretazioni mozzafiato; subito dopo ascoltiamo il lituano Fingalick in un melodico slowcore, mentre gli Ether si fanno spazio con un beat nervoso dal taglio hip hop, Digi G’Alessio che si lancia in una riuscita afro-dub version di “Flat dub” e ancora Railster con il suo inconfondibile stile wonky, ma non finisce qui… AniQ Joint ci catapulta in un viaggio spaziale a colpi di battiti sincopati e suoni astratti e astrali, subito dopo è la volta di AnalphatBeat in un beat tesissimo e pastoso, hip hop/wonky dove i battiti si spezzano su se stessi fino a dissolversi in lontanza, ci riporta all’hip hop dalla matrice più funk Bain Mass, 1 minuto e 30 sono sufficienti per far capire a tutti che è possibile proporre cose interessanti senza cadere nei cliché di alcuni suoni tanto in voga ultimamente, è la volta di Johnny Boy e Blessy che scavano ancora nel funk, futuristico e ossessivo l’uno, souleggiante e vibrante l’altro, insieme a Fitness Bitch e Grillo donano al disco i momenti più interessanti… a chiudere il tutto ci pensano Atzeni, sempre più bravo e il gruppo misterioso 5y5 in una divertente e divertita traccia di chiusura, così, i due ragionieri del beat fissano il punto della situzione.

A conti fatti siamo di fronte ad un disco ricco di stili e forme diverse di beatmaking e attitudini non distanti tra loro che convivono benissimo in un unico disco che ha il pregio di suonare compatto dall’inizio alla fine, i punti di forza li abbiamo detti praticamente tutti, ci restano quelli “negativi”…  diciamo che al primo ascolto, la varieta’ di stile delle tracks potrebbe far sembrare l’ascolto mutevole su un piano acustico, ma come gia’ dicevo prima la coesione dell’intera operazione e’ proprio basata sull’eterogeneita’ del linguaggio degli artisti coinvolti.

RATE (1-5) 4-

Ok, less words/more music. 
Here is “Versus”


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