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The Whitefield Brothers – Earthology

Se vi piacciono Clutchy Hopkins, El Michels Affair, Karl Hector & The Malcouns, The Heliocentrics, NOMO ed altri gruppi (ne sono, per fortuna, sempre di più) che mischiano la tradizione dell’Afrobeat, il calore del Funk, gli spigoli del Jazz e le simmetrie dell’Hip-Hop, i Whitefield Brothers dovrebbero piacervi ugualmente. I due fratelli sono tedeschi e si chiamano Jan e Max Weissenfeldt, il primo si occupa di chitarre e partiture, il secondo delle ritmiche, in più fanno parte, in singolo o in coppia, di diversi collettivi accomunati dal medesimo approccio orchestrale verso un certo tipo di sound, come ad esempio Poets Of Rhythm e i già citati Karl Hector & The Malcouns. “Earthology”, il loro secondo disco, esce per la Now-Again e segue la ristampa (Egon non sbaglia un colpo!) di “In The Raw”, datato in origine duemiladue; la novità, rispetto a quest’ultimo, è data dalla presenza del Rap in un paio di brani, per il resto abbiamo un’imponente ossatura di Funk, fiati e xilofoni (“Safari Strut”), flauti dolci e campanacci (“Reverse”, “The Gift”), strumenti a corda probabilmente asiatici (“Taisho”) o provenienti dal bacino del mediterraneo (“Sem Yelesh”), tromboni (“Sad Nile”), percussioni in legno (“Ntu”) e un’estetica globale che potremmo definire solo così: psichedelica. Si intuisce, insomma, il desiderio di contaminare le strutture e i ritmi della musica afro-americana attraverso una gustosa esplorazione dei cinque continenti, il che riesce a tradurre compiutamente il termine earthology. Poco prima si diceva anche degli ospiti, sebbene non siano molti i loro interventi sono ben dosati e riescono ad aver un senso all’interno di un disco che, tutto sommato, se fosse rimasto interamente strumentale avrebbe conservato la stessa e identica levatura: Percee P e MED se la giocano in casa, perché arrivano dal roster della Stones Throw, Edan e Mr. Lif assieme funzionano sempre perciò sono i benvenuti. Tolti loro c’è spazio per gli El Michels Affair, i quali continuano a viziarci con dell’ottima musica dopo i tributi ad Isaac Hayes e al Wu-Tang Clan, Quantic (eclettico produttore poli-strumentista) ed altri musicisti presenti qua e là. Se non si fosse ancora capito, “Earthology” gira nello stereo che è un piacere.

Voto (1-5) : 4+

Via Rapmaniacz recensione scritta con Bra

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